le viti vecchie, i vigneti, le uve

Produsse



le viti vecchie

“I vini dei Clivi provengono da viti molto vecchie, tra i 60 e gli 80 anni di età.”



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Viti vecchie significa viti con radici molto profonde. I terreni di questa parte del Friuli sono formati da marne arenarie, ovvero rocce sedimentarie di origine marina, composte da strati di argilla e frazioni di calcare, e le radici delle viti vecchie scavano negli strati più profondi di queste marne, qui chiamate Flysch di Cormons, raggiungendo nutrienti e macroelementi unici, che vengono
distillati dalle radici e trasmessi alle uve, che acquistano grande personalità e carattere legati in maniera univoca allo specifico pezzo di terra da cui provengono. Di conseguenza, questa unicità passa poi ai vini da queste uve prodotti. Vini che sono più complessi e minerali, più espressivi del terroir e meno giocati sulle note strettamente varietali. Vini che non sono riproducibili altrove.



“Le radici vecchie sono tenacemente ancorate alla propria terra madre”



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Le vigne vecchie, malgrado le grandi difficoltà che pongono sia sotto l’aspetto operativo che economico, per la necessaria manualità con cui bisogna seguire ogni operazione in campagna, sono un lascito prezioso non solo in considerazione dell’età delle piante tra i 60 e gli 80 anni,
ma anche perché sono un reperto di antica sapienza sia sotto il profilo della prevenzione all’erosione dei pendii, sia per quanto concerne la composizione varietale dei vigneti e, conseguentemente, del vino.





i vigneti

“i Clivi sono due vigneti nei declivi del Collio Goriziano e dei Colli Orientali del Friuli”




I Clivi trovano dimora su due distinti vigneti, distanti pochi chilometri uno dall’altro, vigneti che ricadono in due diverse zone a denominazione di origine e anche in due distinte province, nel Collio Goriziano l’uno e nei Colli Orientali del Friuli l’altro, in provincia di Udine, per una superficie totale – fra i due – di 12 ettari. Questi due vigneti portano i nomi (toponimi) rispettivamente di Brazan e Galea. I dodici ettari di vigneto posti su due colline a 200 m sul livello del mare con esposizioni a Sud (Collio) e Sud-Est
(Colli Orientali), affondano le loro radici su suoli la cui componente geologica ha sfumature di diversità quasi impercettibili, ed è il microclima, legato principalmente ai venti che giungendo dal mare si infrangono sul monte Quarin a Brazzano di Cormons, e che scendendo dalle prealpi Giulie lambiscono le colline di Gramogliano a Corno di Rosazzo, ad essere il fattore determinante nelle differenze di personalità percepibili nei vini.




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Una distanza minima di pochi chilometri inframezzata da una breve pianura apporta così macro diversità sensoriali che abbiamo deciso di rendere distinguibili attraverso una vinificazione separata dei vigneti, in quello che con il nobile termine francese si definirebbe “cru”: Friulano San Pietro, Verduzzo, Ribolla Gialla, Galea Bianco e Galea Rosso provenienti dai Colli Orientali di Corno di Rosazzo; Malvasia e Brazan dal Collio in località Brazzano di Cormons. Nella ricerca della massima espressione del terroir, adottiamo tecniche di conduzione che puntano al più alto livello
qualitativo possibile: esclusione di concimazioni e irrigazioni, potature commisurate alla capacità vegetativa di ogni singola vecchia pianta, una gestione della chioma che evita le cimature per una migliore attività di fotosintesi della vite, una difesa fitosanitaria ristretta al solo utilizzo di rame e zolfo in quantità consentita dal disciplinare biologico, a cui aderiamo dal 2007, e una vendemmia manuale, dove la raccolta di soli grappoli perfettamente maturi in cassette ci permette di portare in cantina uva di ottima qualità evitando così ossidazioni e fermentazioni premature.





le uve

“Coltiviamo le varietà autoctone Ribolla, Friulano, Malvasia e Verduzzo”


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Nel porre fiducia in questa terra, in controtendenza con la moda dei vini internazionali che negli anni ’90 ha investito la viticoltura italiana e regionale, abbiamo sempre coltivato vitigni autoctoni, parte per il lascito della proprietà precedente, parte perché siamo convinti che per esprimere al meglio le denominazioni a cui apparteniamo sia necessario vinificare uve che qui sono perfettamente adattate, e che proprio per la loro caratterizzazione territoriale riescono ad esaltare al massimo il proprio,
personale terroir di riferimento. Le tecniche di conduzione adottate per la gestione dei vigneti puntano al più alto livello qualitativo per Malvasia, Ribolla Gialla, Friulano, Verduzzo e Merlot dove la freschezza quasi marina delle varietà raccolte a Brazzano di Cormons, sul Collio, è contrapposta all’ampiezza più calda delle uve provenienti da Corno di Rosazzo, sui Colli Orientali, a meno di tre chilometri di distanza.